Oramai abbiamo sentito parlare di nudge, di spinta gentile, in molte occasioni, in particolare da quando Richard Thaler ha vinto il Premio Nobel per l’Economia nel 2017. Il nudge è solo una parte delle teorie di Thaler, che sono una vera e propria rifondazione dell’approccio al comportamento economico delle persone, considerate fino ad allora, dalla maggior parte degli studiosi,  come “Econ”, perfette macchine da calcolo che scelgono sempre il meglio a partire dai dati. Thaler, che ha lavorato a lungo con Amos Tversky e Daniel Kahneman (psicologo che ha vinto il Nobel per l’Economia nel 2002), ha invece portato molte evidenze empiriche sul fatto che siamo “Human”, prendiamo decisioni, anche in campo economico, anche se siamo esperti della materia, sulla base di una razionalità limitata (altro premio Nobel , Herbert Simon nel 1978). Più o meno ogni 15 anni, qualche psicologo (reale o “onorario”) vince il premio Nobel per l’Economia…

Come per tutte le nuove metodologie scientifiche, il neuromarketing, già dalla sua nascita ha stimolato la curiosità e l’interesse dei professionisti della comunicazione che entrano a contatto giornalmente con il marketing. Se per un certo verso questa è la normalità, il neuromarketing ha invece suscitato la paura di alcuni consumatori più attenti i quali sono consapevoli di non poter controllare qualcosa che ancora non è completamente sconosciuto. 

Già a partire dagli anni '90 le regole della scienza della persuasione sono state codificate da Robert B. Cialdini, psicologo sociale statunitense noto per i suoi studi sulla persuasione, in 6 principi fondamentali, da applicare nella comunicazione interpersonale per modifcare/in?uenzare un atteggiamento, una scelta o un’attitudine della persona con cui ci relazioniamo.

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